SET ETIENNE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Fanta-Storia.

Già dalla metà degli anni '70, da quando cioè ebbe la facoltà di saper far di conto, il ragazzo dette chiara visione della sua mentalità statistica ed affascinata dai numeri. Creava classifiche di ogni cosa vedesse: da stelle e pianeti (anche l'Astronomia lo attizzava) al mettere in fila automobiline ordinate per grandezza. Parlo di mio fratello Massimo, al quale credo di aver trasmesso buona parte di questa passione, di questo ordine mentale e di precisione e poi, come spesso accade, l'allievo superò di gran lunga il maestro. Con il Giocagoal (una specie di Subbuteo) avevamo inventato regolamenti e tornei che ci portavano a disputare incontri con tutti i nostri amici, ma come se non bastasse registravamo minuziosamente su di un quaderno tutti gli incontri che effettuavamo con reti e marcatori: nemmeno la Nazionale di calcio italiana aveva una storia ed una statistica così ben documentata. Ma non trascuravamo nemmeno lo sport attivo partecipando con soli amici a tornei di calcio a 7 organizzati dal C.S.I. ed allestendo gare ciclistiche a tappe quali il Giro del Carso, precedute dalla classicissima Trieste-Grado. Quando nell'85 con il mitico Spectrum ZX 80 scoprimmo il Football Manager, gridammo al plagio contro il suo inventore. Ci sfidavamo su tutto: avevamo inventato le Olimpiadi con le carte da gioco (sia di Briscola che di Poker), mentre disputavamo le gare di atletica leggera con le pedine del "Non t'arrabbiare" sulla pista dipinta (sì, avete capito bene: dipinta) sul pavimento della stanzetta di casa nostra. Il tutto condito da sano e corroborante agonismo che ci vedeva competere in sostanziali equilibri nonostante i 5 anni di differenza di età. Ma nel '82, quindi in epoca non sospetta, superammo noi stessi con una sorta di Totomondiale riferito alla competizione calcistica spagnola. Era il corrispondente dell'Homo Erectus nel Fantacalcio moderno.

Da quel giorno, puntualmente ogni 4 anni la nostra sfida fatta di pronostici e classifiche legate al mondiale di calcio ci portò a giocarci pizza e birra in un turbinio di numeri, ma non riuscì a coinvolgerci né il Totoscommesse, né il Fantacalcio che all'inizio degli anni '90 contagiava l'italica popolazione. Probabilmente l'anonimato degli avversari e la relativa complessità delle regole non riuscì a far presa sulle nostre menti bacate. Una pia illusione: "Correva l’estate del 1997, quando, sotto il torrido sole della costa istriana, …". Non si può non leggere la mitica storia della nascita della Fantalega Tergeste (vedi su questo sito sotto storia del Eye of Down) per capire cosa si prova a partecipare ad un gioco simile: ma impegni di lavoro e di attività subacquee mi portarono a sottovalutare il crescente fenomeno che si andava a sviluppare. Poi la svolta: estate '99 un momento storico nella mia vita, non perché mi sposai, ma per l'annuncio ufficiale della nascita della serie B nella Fantalega Tergeste. Significava 8 posti a disposizione per partecipare ad un evento straordinario: un tarlo che, sempre mio fratello, aveva sapientemente inculcato nel mio cervello con piccoli e sibillini resoconti di quanto stava già avvenendo da 2 anni e che colmò con la vincita (da parte sua) dello scudetto 1998-99.

Per me significava riprendere la dirigenza manageriale di una squadra calcistica a quasi 30 anni di distanza dalla mia prima volta: con lo stesso spirito ed entusiasmo di allora, cambiai solo il nome, Set Etienne, in virtù di una dote che spesso le donne m'invidiano e mi presentai quasi digiuno di regole e soprattutto di giocatori, al primo mercato della serie B. Mai dovetti imparare tanti nomi e caratteristiche di giocatori di calcio dall'epoca delle raccolte delle figurine Panini, ma grazie al PC portatile e ad Excel, mi presentai con le idee molto chiare sulla formazione da comporre sfruttando i miei fantamiliardi. Pensavo di essere smaliziato presentando una lista di fantagiocatori che in realtà non mi interessavano, al fine di far spendere inutilmente i miei avversari, ma rimasi sconcertato dalla loro competenza: in molti avevano "ricattato" colleghi della serie A (con armi che noi maschietti non possediamo) per farsi istruire a dovere. Ricordo poche piacevolezze: Enrico sbaglia tutto ed invece di dichiarare promozione tra un anno, sostituisce la parola e dice "matrimonio", pagando così da bere a tutti; in casa Partizan il dualismo tra Presidente ed Allenatore creò i primi dissapori societari, mentre le estenuanti pause di Andrea riuscirono a far addormentare più di una ragazza. Per il resto fu una guerra. Decisi di giocare d'attesa: presi Toldo in porta per il suo valore di costo a mercato quasi concluso (le 4 di notte); puntai molto (oggi direi troppo) sulla difesa acquistando Mihajlovic e Serginho (ottimi sotto rete avversaria), ma anche Pancaro e Pierini, scommettendo poi sul futuro rientro di Apolloni. A centrocampo strappai Roby Baggio e al grido di "glaucoma, glaucoma" anche Davids, tutelandomi poi con Brevi e Baronio della Reggina, sicuri titolari. In attacco azzardai sull'esplosione di Ventola e Ganz, confermai la fiducia alla Reggina con Possanzini e mi aggiudicai Pippo Inzaghi. Ma fu con gli scambi di fine mercato, che misi la ciliegina sulla torta, quando avvallai la permuta di Inzaghi a favore di Vieri. Questo è quello che almeno io credetti.

La dura realtà  alla prima di campionato fu il rovescio casalingo proprio contro il Rapid "cagliaritano" di Andrea. La tripletta di Vieri non sovvertì il fatto di schierarsi in 9 e la sconfitta fu inevitabile. Obbligato a due giornate di esilio (in viaggio di nozze) appresi solo alla vigilia della quarta di campionato della mia rocambolesca vittoria sullo Sportni di Valentina: pur schierando soli 8 giocatori vinsi 2-0, complice uno scandaloso 44.5 di Vale che si assicurò da subito il primato nella classifica dei peggiori risultati. Per fortuna si arrivò presto al mercato di ottobre: troppe partite con formazione incompleta gridavano vendetta anche se con 4 vittorie e 3 sconfitte restavo nel gruppone di 6 squadre in 4 punti. Ventola sempre rotto e Ganz panchinaro a vita non si toccano, ma arrivarono Melli e Piovani a "rinforzare" un attacco troppo isolato su Vieri. Il rientro di Apolloni in difesa e di Davids a centrocampo, assieme all'acquisto di Colucci, davano sicuramente maggiori alternative da proporre. Per fortuna questa seconda esperienza di mercato fu molto meno traumatica e si festeggiò la prima assemblea di Lega con presenti tutte e 16 le formazioni (Serie A e B al gran completo).

Alla ripresa delle ostilità la vittoria sul Rapid sembrò di buon auspicio, ma le brucianti sconfitte con le "cenerentole" Partizan e Fiasco non mi permisero di decollare ed al vero giro di boa (14esima) ritrovavamo le stesse compagini con i medesimi distacchi ma con l'inizio della risalita dell'SPV reduce da una vittoria sulla capolista Baldracca del fratello Alex (e non è un gioco di parole). La lunga sosta natalizia pare riporti fiducia e serenità ed a farne le spese fu nuovamente Andrea con il Rapid grazie soprattutto al trasferimento di Ganz al Venezia. Ma era solo un'illusione: io sostengo che il 17 non porti sfortuna (giacchè in quel dì vi nacqui), ma la diciassettesima giornata, in 10 contro 10 venni massacrato in casa (0-4) da una vendicativa Valentina, da tutti indicata come futura capolista. Questo mi costò il fondo della classifica a punti ed un pericoloso allontanamento dalle prime. Dopo lo sfortunato pari in casa del Partizan, mi porta bene il radicale cambio del formato dei comunicati del nostro Fantapresidente di Lega e rifilai un pesantissimo 5-1 al Bimbingham. Festeggiai il rientro in campo ed al goal di Baggio e con 87 punti salivo al terzo gradino del podio della classifica dei migliori risultati dietro a due clamorosi 87,5, lasciando anche l'ultimo posto della classifica a punti ad Enrico. Ma proprio il suo Fiasco de Mama mi bloccò sul pari casalingo: solo grazie alla vittoria in trasferta prima dell'ultima tornata di mercato, contro l'avvilito Djangee di Fabo che non vinceva da ben 10 giornate, mi permette ancora di sperare: Vale prima con 40, quindi Baldracca 35, Bimbingham 34, Rapid 33 e Set Etienne 32 si giocano il rush finale verso il paradiso della serie A.

Un mercato troppo vicino alla fine di campionato per essere agile ed innocuo, ci portò a scannarci per accaparrarsi giocatori praticamente sconosciuti: sembrano oramai lontanissimi gli arrivi (e gli accasamenti) di Ravanelli all'SVP e di Seedorf al Partizan, quindi Zamorano in attacco e Pecchia ed Orlandini a centrocampo, mi sembrarono i giusti ritocchi in attesa del rientro di Ventola per questo scorcio di fine campionato. Allo stesso tempo, fu pretattica assoluta per la consegna delle liste di prelazione per i giocatori che ognuno di noi sperava entrassero a far parte della serie A italiana il prossimo anno, in modo da avvantaggiarsi in caso di acquisto. Vicino a nomi come Rivaldo e Figo, troneggiava un blasfemo Julius Aghahowa dell' Esp. Tunisi (ma sognare è lecito).

Ma alla ripresa delle ostilità, perdetti subito un importante scontro diretto con il Rapid in quel di Opicina: e si sa, in questo scorcio di stagione conta la continuità che mancò proprio al Set Etienne. Alternando vittorie e sconfitte con precisione cronometrica mi trovai alla penultima giornata matematicamente fuori dal gioco promozione (totale appannaggio dei fratelli Sossi), ma anche matematicamente salvo da un'ipotetica retrocessione o comunque onta degli ultimi due posti. Solo un miracolo poteva permettermi di raggiungere un danaroso podio, ma la sconfitta esterna con il Fiasco rese inutile la vittoria di misura in casa con il derelitto Djangee, utile solo a festeggiare con i tifosi l'anonima, ma onorevole, stagione, che peraltro continuò con la Coppa di Lega.

Venni sorteggiato nel girone C con il forte Bimbingham e l'avvelenato Barcadipendiente neo retrocesso, ma soprattutto con i "fratelli" dell'Eye of Down: ed il calendario sentenziò derby alla terza ed ultima giornata. Due sconfitte di misura resero quasi inutile questo evento festoso, ma si sa che spesso nei derby vince la squadra meno accreditata e così fu: Baggio e Ganz mi donarono la soddisfazione di togliere il primo posto del girone all'Eye of Down comunque già qualificato ai quarti, mentre mi trovai nuovamente sulla strada del Rapid nella parte inferiore del tabellone. Secca sconfitta con prestazione indegna nonostante i 2 uomini in meno e ultimo gradino della classifica a punti. Le successive vittorie ai rigori contro il quotato Deportivo di Armin e la Ceres mi portarono a chiudere al tredicesimo posto, ma una prestigiosa vittoria dei samurai del Far Est contro un dimesso Rapid non mi permise di abbandonare l'ultimo gradino della classifica a punti: pecora nera, pecora nera, pecora nera.

 

 

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