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La Fanta-Storia.
Stagione 1997/1998
Correva lestate del 1997, quando, sotto il torrido sole della costa istriana, il
Maggie si presentò in spiaggia con la fotocopia al limite della leggibilità delle Fantaquotazioni della
Gazzetta. Erano anni che mi spaventavo davanti alle fantapagine della rosea e mi ero sempre rifiutato di
capire i meccanismi di tale gioco.
Un pallavolista praticante che, pur amando il calcio, aveva lasciato linteresse per
la massima
serie assieme al Toro, non aveva nessuno stimolo nel ritornare in serie A senza la maglia
granata presente.
Ma della serie mai molar, non potevo tirarmi indietro e rifiutarmi di
partecipare assieme agli
altri.
Così mi misi a leggere quel foglietto. Tempo cinque minuti mi ritrovai un mal di testa
feroce, forse più per i 50 allombra che per i 75 di Ronaldo.
Solo cane pazzo Gabri aveva già le idee chiare sulla possibile
fantaformazione.
Altri, coMe lui, avevano già giocato in altre occasioni.
Appuntamento fissato per il 22 agosto, ore 21 comode, a casa di Fabo, unica donna
ammessa, almeno per la sicurezza di una cena decente, oltre ai sei futuri partecipanti.
Restavano molti gli interrogativi da risolvere: regolamento, calendario gare, nomi delle
squadre e
infine la rosa dei 25 con i 270 fantamiliardi della Gazzetta.
Subito dallinizio alcune varianti personalizzate del gioco ci sembrarono ovvie; i
giocatori
potevano appartenere ad una sola fantasquadra (si aggiunse allora il problema di
regolamentare lasta di mercato) e i tre portieri in rosa dovevano necessariamente essere quelli
della stessa
squadra di serie A (non era ammissibile rischiare di giocare senza portiere).
Tra tutti questi interrogativi, la mia mente matematica (gli altri la chiamano bacata),
partorì
quello che nessuno è ancora oggi riuscito a capire: i fantamiliardi a disposizione per
ogni
fantasquadra non saranno 270, ma 509! (???)
Venerdì 22 agosto 1997, ore 21, casa di Fabo. Data storica, oltre che per un pasticcio di
lasagne
da svenimento e una mousse al cioccolato da erezione, soprattutto perché costituisce la
data
ufficiale di fondazione della nostra Lega nella quale si svolse il primo mercato. Lieta
sorpresa, si
riuscì a trovare altri due partecipanti, il Grigio e il Cocia, che davano, con otto
squadre, la giusta dimensione al calendario delle partite: andata e ritorno ripetute due volte (28) più fase
a orologio
(6) per raggiungere i 34 turni della serie A.
Fatto gravissimo (non sarebbe più successo di nuovo per oltre un anno), furono presenti
al
mercato (convinte che in poco tempo ce la fossimo sbrigata) pure le ragazze di alcuni
partecipanti che alle 21.30 già incominciarono a pulsare per trascorrere la serata in
modo più
umano (grave errore!)
Vista lanarchia che stava regnando (non avevamo un presidente!!!), presi la parola
per spiegare
alcune idee che mi ero sognato per il regolamento, prima fra tutte il capitale di
partenza: 509 fantamiliardi. Ci furono interminabili minuti di risata generale!
Pazientemente spiegai la formula dalla quale questo numero usciva e, non so se per logica
comprensione o per pietà, fu accettata.
Fu lanno delle pre-liste nelle quali ognuno opzionava i suoi 25 prima di gettarsi
nella mischia
delle offerte in busta chiusa per mettere allasta tutti i giocatori che fossero
interessati a più
persone.
Durante lufficiale scrittura delle otto pre-liste, delle quali mi presi carico
sempre io, si
procedette al sorteggio del calendario e alla presentazione ufficiale dei nomi delle
squadre.
Armin, dando sfoggio di tutta la sua fantasia, fondò il Deportivo La Caroña.
Miky, famoso per la sua perversa ammirazione verso le sinuose forme delle orientali,
presentò il
Far East Soccer Team.
Ciccio, Marco per gli estranei, nonostante lennesimo tentativo di ramadan
alcolico, fece
nascere lHavana Football Club.
Di rimando il Grigio, Alessandro per lanagrafe, meno alcolizzato del precedente,
creò la Ceres
Football Club.
Per restare nel tema il Cocia, al secolo Daniele, fresco sposo e memore di un addio al
celibato
decisamente provante per il fegato, diede vita al Bacardipendiente.
Il Maggie, lo sbirro da pochi noto come Massimo, colto da perenne arrapamento sessuale,
ufficializzò la Vaginathinaikos.
Cane pazzo Gabri inglesizzò il proprio soprannome e ne nacque il Mad Dog
United.
Per ultimo, a me, Massimo, in procinto di diventare giocoforza presidente di Lega, non
restò che
fondare lEye of Down, ai triestini più noto come ocio de soto!
Dopo queste brevi formalità si arrivò al nocciolo della questione, scannarsi
per i giocatori
migliori.
Sorteggiato lordine di parola, incominciò Gabri con la prima scelta: De Ascentis.
Si superarono
in durata ed intensità le risate generali avute prima per i miei 509!
La regola per la determinazione degli acquisti, ammetto un po lunga (sarà snellita
nei mercati
che seguirono), ci portò a deliranti acquisti e cessioni fino alle quattro e mezza del
mattino.
A quellora le ragazze erano già fuggite dopo inutili tentativi di boicottaggio o
dormivano
beatamente sul divano ignare del periodo che stava per cominciare.
Si potrà facilmente immaginare che a quellora della notte, provati dallo stress e
non
completamente sobri, gli acquisti potevano non essere sempre felici. Qualcuno il giorno
dopo
cercò pure di negare il tutto avendo dimenticato parte dei 25 acquistati.
Avevo puntato tutto sullasse Buffon, Maldini, Roby Baggio, Weah, comprando poi molti
altri
giocatori ignaro quasi del tutto di chi fossero (realizzai la non italianità di Montero
appena alla
quarta giornata dopo la prima espulsione).
Incominciavo a scaldarmi intorno a questo gioco, ma la svolta sarebbe avvenuta appena la
prima
domenica di novembre.
Nel frattempo, dopo aver dormito sopra il primo mercato e dopo aver comunicato la mia
prima
formazione, mi apprestai a partire per il mar Rosso. Combinazione volle che fu poprio
Armin, che
faceva parte della vacanza, ad essere il mio primo fanta-avversario.
Data la magnificenza del posto e la scarsità di informazioni sul mondo civile, della
prima
fantagiornata non avemmo nessuna notizia fino al sabato successivo quando, tornando da
Milano, ci fermammo in un autogrill nel quale acquistammo il Guerin Sportivo, unico
giornale in
grado di riportare con un minimo di dettaglio quanto avvenuto sei giorni prima.
Pagine amare. Solo Baggio mi diede una gioia. Per il resto voti mediocri e
prestazioni da
dimenticare. E inoltre il Deportivo di Armin colse una delle migliori performance della
stagione: sconfitta interna per 4-1.
Fu il peggior periodo dellEye of Down. Nonostante il sottoscritto venisse eletto
Presidente di
Lega grazie anche ai supporti informatici messi a disposizione, la squadra coglieva due
punti in
sei gare giocando per due volte con un uomo in meno e stabilendo il peggior punteggio
della
stagione: 54 punti!
Toccai il fondo quando, nellultima settimana di ottobre, le squalifiche di Balleri e
Piovani e gli
infortuni di Montero e Di Livio prospettarono una prima domenica di novembre da
dimenticare.
Un impresa per trovare 11 giocatori da mettere in campo, con la palpabile prospettiva di
giocare
in otto o nove uomini. Lavversario di turno, lHavana di Ciccio, che su ciò
infierì senza ritegno e
sportività alcuna, venne punito.
Giusti undici in campo, voti esemplari, in gol Locatelli, doppietta di
Giorgione Weah e storica
tripletta di Roby Baggio. Fu un trionfo esterno per 6-0!
Da quel giorno fu amore per una squadra, uno sport, un gioco. Alterne fortune
caratterizzarono
la stagione fino ad un discreto quarto posto in Lega ed un quinto nella classifica punti,
sorretto
dalla bandiera di uno splendido giocatore: Roby Baggio.
Ma la svolta fondamentale per lEye of Down avvenne il giorno dellultimo
fantamercato della
stagione, quando, potendo confermare solo un giocatore per reparto per la stagione
successiva, il
Far East, forte di Batistuta e Ronaldo e ormai certo di diventare FantaCampione, mi
propose uno
scambio di lusso: Baggio per Batigol. Non senza dolore mi privai del mio gioiellino per
tentare un
salto di qualità e lo scambiai. Con quella operazione dichiarai: scudetto in due anni!
Stagione 1998/1999
Durante lestate Batistuta mi fece temere fino allultimo prima di riconfermarsi
per unaltra
stagione italiana alla corte del Trap.
Al mercato di inizio anno riconfermai, oltre allo stesso Batigol, Maldini in difesa e Di
Francesco a
centrocampo.
E così cominciò la seconda fantastagione.
Mercato in casa Deportivo.
Per quella edizione ci fu la novità dellinformatizzazione. Avevo preparato un
programmino che
gestisse spese e rose delle fantasquadre.
Dopo i convenevoli ci fu la discussione sulle novità del regolamento. Tra tutte ne cito
due
importanti. Il Cocia propose lintroduzione del golden-gol ed io quella dei giocatori
Jolly;
rimando al regolamento chi vuole saperne di più. A seguire le riconferme della stagione
precedente, il sorteggio del calendario e infine quello per lordine di mercato, con
le chiamate
libere dalle pre-liste.
Il Cocia ed il Maggie aprirono i loro famigerati quaderni sui quali avevano sudato da
settimane
per studiare gli acquisti possibili e le loro strategie di mercato.
Ma fu proprio il sottoscritto, il Pres come molti ormai mi chiamano, ad avere la prima
parola, e
chiamai Sanchez del Bologna. Mi aspettavo sonore risate per quella scelta, alla pari dei
mitici
509, diventati per questa stagione 467, ed invece vidi altri cinque presidenti alzare la
mano
interessati. Da quel momento tutte le tattiche andarono a farsi benedire.
Da lì in poi ci furono interminabili ore di trattative che si conclusero verso le tre del
mattino.
La rosa era fatta ed ero abbastanza soddisfatto. Oltre alle riconferme, avevo comprato
Muzzi,
Paulo Sergio e Simone Inzaghi in attacco, Fuser, Leonardo, Tommasi e Boghossian a
centrocampo, mentre sulla difesa avevo risparmiato alla grande, Repka, Falcone, Bianconi.
Unico dramma per un torinista il dover tifare Juve in quanto mi ero aggiudicato Peruzzi e
soci
come portieri.
Come sempre si spesero fior di soldoni nellasta, 105 per Vieri e ben 122 per Pippo
Inzaghi e
quindi restarono fuori nomi illustri del calibro di Edmundo e Rapaic.
Con questi 25 incominciai la stagione alla grande con quattro vittorie di fila sfiorando
in tre
occasioni gli 80 punti. Batistuta era ormai linvidia della Lega e il centrocampo mi
filava a
meraviglia. Con una difesa che badava solo a non far danni ero già primo in classifica.
Ma alla quinta di campionato una sconfitta esterna contro il Mad Dog mi riportò alla
realtà. E
saranno proprio i cani pazzi del Gabri a farmi soffrire fino alla fine.
Altre due vittorie e andai al mercato riparatore con ben cinque punti di vantaggio in Lega
e oltre
cinquanta nella Classifica Punti.
In questa occasione, dove molti dovevano rimpolpare la rosa per non continuare a schierare
giocatori in meno, tentai il colpaccio fidandomi della Fiorentina.
Via Simone Inzaghi e Deschamps e sparai 85 miliardi per Edmundo.
Le cose continuavano a marciare bene. Al secondo giro di boa (14^ giornata) mantenevo 4
punti
sul Mad Dog in Lega e sfioravo i settanta nella Classifica Punti sul folto gruppo.
Al secondo mercato decisi di porre rimedio ad una difesa che cominciava a vacillare e
diedi al Far
East Boghossian per il rientrante Nesta.
La terza tornata fu il periodo doro per il Mad Dog. Nonostante io collezionassi
appena la terza
sconfitta, qualche pareggio mi fece perdere punti preziosi sul Gabri che arrivò al
sorpasso alla 23^ giornata.
Il periodo era critico. Batigol era infortunato, Edmundo e Muzzi non ne volevano sapere di
segnare, Leonardo e il resto del centrocampo erano fuori forma.
Nelle restanti cinque giornate incamerai solo sei punti, ma per fortuna il periodo di
flessione
arrivò anche per il Mad Dog e riuscii a chiudere primo la fase regolare (28^ giornata)
con un
punto di vantaggio.
Questo mi dava lopportunità nella fase ad orologio di avere gli scontri diretti
contro le tre
inseguitrici tutti in casa e le tre trasferte contro il fondo della classifica.
Ed invece incominciai male. Fui sconfitto in casa dalla Ceres terza in classifica e rubai
un
pareggio in trasferta col fanalino di coda Vaginathinaikos.
A quattro partite dal termine ero pari punti con gli ormai noti cani pazzi.
Nella seguente partita ospitavo il Deportivo di Totti, Salas e Bierhoff che sfoderarono
una gran
bella prestazione. Ma il cuore dellEye of Down trovò una prestazione ancora
migliore: Batistuta,
Di Francesco, Leonardo e Paulo Sergio e in più un azzeccatissimo quanto fortunosissimo
esordio di Ganz che andò in gol al 95 contro la Sampdoria. Vittoria per 4-3.
Il Mad Dog venne fermato in casa 2-2 dallosticissima Ceres e vidi di nuovo la vetta.
Alla 32^ giornata trasferta facile contro quellHavana che bevvi la scorsa stagione
con una
prestazione record.
Ed invece Montella e soci mi ricordarono che non è ancora finita: sconfitta 3-0.
Ma se lEye of Down non vola, il Mad Dog non corre.
Anche la squadra di Gabri dimostrò di essere arrivata cotta a fine stagione e perdette
2-1 sul
campo della Vaginathinaikos.
Avevo sempre due punti di vantaggio, con lultima trasferta in casa del
Bacardipendiente di Rui
Costa, Inzaghi e Weah e allultima giornata avrei ospitato i diretti rivali per il
titolo finale.
Alla penultima Batistuta, Leonardo, Conte e Di Francesco mi diedero lillusione del
titolo. Con
una vittoria per 3-1 potevo chiudere il discorso scudetto se il Mad Dog non avesse vinto.
Brutte notizie invece dal campo avversario dove un rigore parato di Marchegiani diede la
vittoria di misura sul Far East per 2-1.
Mi gioco tutto allultima giornata nello scontro diretto. Unico vantaggio
quello di giocare in casa
e di potermi accontentare del pareggio forte dei due punti in più in classifica. Ma
Batigol è
squalificato.
E domenica 23 maggio. Così come Milan e Lazio si stanno giocando il titolo a
distanza, Eye of
Down e Mad Dog si trovano di fronte con la coppa di fantacampione in attesa a bordo campo.
Una calda domenica estiva passata al mare a giocare a beach-volley, ma alle 16.30 fermi
tutti: orecchie incollate alla radio che in 90 minuti ci si gioca tutto.
Primo tempo piuttosto piatto, ma Paulo Sergio prima e Conte poi mi danno le prime gioie e
la
speranza di vincere. Segnano Ambrosetti e Di Napoli per il Mad Dog, ma sono entrambi in
panchina.
Ma i colpi di scena sono sempre in agguato, è meglio stare calmi.
Tra i titolari avversari, orfani di Signori, gran lavoro di Palmieri e Rapaic, ma la palla
non entra.
La Lazio di Conceicao e Mihajlovic fatica e il Cagliari di Berretta e Vasari gioca una
partita
inutile.
Si tiene duro fino al novantesimo, ma attenzione ai minuti di recupero. Nel caos dei
collegamenti
da Roma e Perugia si inserisce Cagliari: gol di Muzzi.
E fatta, penso. Detto fatto si inserisce Milano che annuncia il gol di Simutenkov
del mio
avversario, e di seguito da Torino annunciano la seconda rete subita da Rampulla.
Ultimi minuti di sofferenza e poi il fischio finale: è quasi fatta, ma spesso voti e
cartellini hanno ribaltato le previsioni.
Come ogni lunedì mattina il rito dellacquisto della Gazzetta. Rapida sfogliata ai
voti. Tutti più che sufficienti e sorpresa finale: Walem s.v. ed entra Doriva, voto 7 più gol.
Tra i cani pazzi solo Rapaic sopra la media, tutti gli altri sufficienti o poco più.
Accendo il computer e compilo il mio solito foglio elettronico per il veloce calcolo dei
risultati ed
emerge il verdetto: 4-1.
Adesso è veramente fatta: FantaCampioni ! FantaCampioni ! FantaCampioni !
Nella Classifica Punti ormai il vantaggio incolmabile di quasi cento punti, mi aveva dato
il primo posto già da qualche giornata e gli 87 punti della quattordicesima giornata avevano
resistito
come miglior prestazione dellanno.
Un vero trionfo. Ho sfiorato il grande slam perdendo la classifica Fair-Play per un solo
cartellino.
Ma ammetto che sarebbe stato troppo.
Ma ciò che più conta era lo scudetto di Lega che finalmente ho potuto cucire sulla
maglia .
Stagione 1999/2000
E ci risiamo! L'avventura ricomincia. Grande novità del fantacampionato di fine secolo è
la
partecipazione di altri otto amici che costituiscono la serie B di Lega. E con sedici
formazioni al
via, la stagione si presenta più viva ed emozionante che mai!
Martedì 24 agosto, reduce dal mercato di serie B al quale ho partecipato in qualità di
presidente
di Lega, si ripropone la guerra dei prezzi per ricostituire le rose 1999/2000. Riconferme
della stagione passata il giovane Nesta, l'eclettico Fuser e l'intramontabile Batistuta con
altri 379
miliardi da spendere. Dopo il vaglio del nuovo regolamento e le approvazioni per le
novità della
stagione, si parte con il sorteggio di chiamata. E come l'anno passato spetta a me
cominciare "le
danze" (speriamo porti bene...)
Partenza cauta e tattica con un difensore, Macellari del Cagliari. Subito perso alle
buste. E dopo
centinaia di chiamate, all'alba delle quattro del mattino (strano!) mi ritrovo la nuova
rosa dei 25
che avranno l'arduo compito di difendere il titolo. Un gradito ritorno tra i pali, Gigi
Buffon; la
coppia biancoazzurra Negro-Nesta in difesa con capitan Calori e l'arcigno Aldair;
centrocampo
dalle belle speranze con gli interisti Jugovic-Baggio R. (due grandi ritorni, ma
giocheranno
mai?); assieme a loro Daniel Andersson, Zambrotta, Fuser e Simeone. In attacco affiancati
a
Batigol mi sono accapparrato Ventola e Mboma.
Un po' deluso da una campagna acquisti troppo tattica e poco sensazionale (ben lontano dai
fratelli Inzaghi pagati oltre 120 miliardi l'uno), mi ritiro a meditare come sarà questa
nuova
stagione con lo spettro degli ultimi due posti in classifica che quest'anno costeranno la
retrocessione in serie B. E domenica 29 agosto si parte, anzi sabato 28 con l'anticipo,
tema
dominante di tutta la stagione. Emozioni e tensioni si mescolano a passione e sportività.
Ed è contro gli ex-fantacampioni del Far East incomincio a difendere il tricolore sul
petto!
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